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Un progetto di formazione per attori/attrici under 35 su YLAJALI, testo inedito del Premio Nobel per la Letteratura 2023, Jon Fosse, tratto dal celebre romanzo "Fame" di Knut Hamsun.
Diretto dal regista Alessandro Machìa, uno dei massimi esperti dell'opera fossiana.
Il centro del testo è la Fame: inizialmente bisogno primario e fisiologico, essa assume progressivamente una dimensione metafisica, poetica e onirica, incarnata nella misteriosa figura femminile di Ylajali.
Il protagonista, un giovane scrittore, vaga per le strade di una città spettrale con una coperta sotto il braccio. Affamato, senza casa e in condizioni di estrema precarietà, cerca disperatamente qualcosa da mangiare. In una lotta incessante contro l’indifferenza del mondo e contro la propria miseria, tenta di preservare la dignità e il senso della propria esistenza. Nel suo peregrinare incontra una serie di figure marginali e istituzionali, tutte interpretate da un unico personaggio, il Vecchio Uomo: barboni, poliziotti, impiegati e borghesi.
Quando nella sua vita compare Ylajali, giovane donna enigmatica e sfuggente, il protagonista intravede una possibilità di salvezza, un ideale d’amore e una luce capace di illuminare il buio della sua condizione.
Fra il Giovane, Ylajali e il Vecchio Uomo si sviluppa un dramma sotterraneo, una danza tragica e insieme grottesca, dominata dalla presenza della Fame che consuma lentamente il protagonista.
Come accade spesso nella drammaturgia di Fosse, realtà e sogno, memoria e allucinazione, passato e presente si intrecciano in un continuum inquietante e sfuggente.
Una domanda attraversa l’intera opera:
chi è davvero Ylajali?
È la fame stessa? Un desiderio?
Una promessa di redenzione?
Una potente riflessione sulla marginalità come condizione esistenziale che affronta temi di straordinaria attualità: la povertà estrema, la perdita della casa, l’isolamento sociale e la lotta per conservare la propria umanità.
La fame del protagonista non è soltanto fisica, ma diventa simbolo di esclusione, solitudine, desiderio, ma anche mancanza di appartenenza; rispecchiando le nuove forme di fragilità che attraversano le periferie urbane contemporanee. Attraverso una struttura narrativa onirica, scandita da ripetizioni e continui slittamenti temporali, Fosse costruisce un intenso parallelo tra la crisi individuale del giovane scrittore e le profonde ferite sociali del nostro tempo.
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Il laboratorio darà vita alla produzione dello spettacolo con gli attori selezionati.
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Debutto:
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2-3-4 dicembre 2026 ore 21 TEATRO DELLA VISITAZIONE Metro B fermata PIETRALATA – BUS: 163, 211, 309
11-12-13 dicembre 2026 ore 21 - TEATRO DELLA DODICESIMA Metro B fermate LAURENTINA/FERMI -BUS: 706, 705
25-30 novembre 2026 PROVE APERTE alla Sala prove del TEATRO TOR BELLA MONACA Metro C fermata TORRE ANGELA – Metro A ANAGNINA poi BUS 20 express
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